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La strumentazione di Roberto Stefani
Drum Set
» Pearl Blx (100% Birch Shell)
Piano black colour

Clicca sul drum set per visualizzarne la disposizione.
Ad ogni lettera che troverai nell'immagine corrisponderà un componente del set riportato di seguito.
Tom
» C-8” | D-10” | E 12” | F-13” | G-14”
Bass Drum
» A-22"
Snare Drum
» B-14”x5” Yamaha MSD 0105 Maple Custom
Hardware
» Pearl Hi Hat & Cymbal Stands
» Yamaha Snare Stand
» DW Bass Drum Pedal
» LP Percussion
Zildjian Cymbal
» Hi hat:
H-13” K/Z | 14” Quick Beat Hi Hat
» Crash:
I-16” K Dark Crash Thin Platinum
L-14” Paper Thin Crash
» Ride
M-20” Ping Ride | 20” K Jazz Ride
» Splash:
N-8” K | 10” A Platinum
Influenze musicali
» Vinnie Colaiuta
» Steve Gadd
» Jeff Porcaro
» Tony Williams
» Elvin Jones
» Buddy Rich
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 [ La biografia di Roberto "Lo Zar" Stefani ]
 
Roberto Stefani - “Lo Zar” per gli amici.

Da piccolo i miei genitori mi davano molta libertà, avevo accesso libero alla cucina!...

Lì mi divertivo con forchette e coltelli a suonare su tutto quello che era possibile percuotere: bicchieri , pentole, etc..

Ero veramente molto piccolo ma fin da allora misi in mostra questa mia attitudine al ritmo.

Quando poi sono stato abbastanza grande ho iniziato a fare piccoli lavoretti in giro, fattorino, imbianchino, in modo da tirare su i soldi per il mio primo drum kit e.. boom!!!

Ecco il mio primo set “Sonor” tanto sudato, ma sapevo che ora iniziava il momento di dedicare molto impegno per avere dei buoni risultati con la musica.

Nell’89 iniziai questo affascinante percorso musicale, e le idee erano già ben chiare visto che a 13 anni il primo LP che mi regalarono era “Made in Japan” dei mitici Deep Purple.

Da autodidatta capivo che l’istinto e la predisposizione al ritmo facevano la differenza, ma conoscere e leggere la musica e possedere una buona tecnica erano indispensabili per esprimersi al meglio sullo strumento.

L’idea di un percorso musicale ottimale prevedeva un buon bagaglio tecnico che per diversi anni approfondivo con uno dei migliori insegnanti Graziano Rampazzo.

Il suo prezioso insegnamento mi diede un’ottima impostazione sul drum-set che insieme ad un approfondito studio di nozioni teoriche mi preparavano a studiare i metodi più importanti per un aspirante batterista quali: Dante Agostini, Buddy Rich, Stick Control, Accents & Rebounds, Gary Chester, Gary Chaffee ecc...

Negli anni a seguire mi dedicavo all’approfondimento tecnico dello strumento dedicandogli sempre più tempo, e pensando che non era mai abbastanza!

Frequentai anche dei seminari che reputo di altissimo livello, visto il contenuto dei consigli che veniva da musicisti tra i più preparati sia nel panorama Italiano come Alfredo Golino, Max Furian, che nel panorama internazionale come David Garibaldi e J.J.Juliano Ma......una delle frasi di Miles Davis era: “...la migliore scuola è il palco!”

Ricordo ancora il primo concerto e addirittura il pezzo con cui aprimmo...era “Summertime Blues” di Eddie Cochran.

Con questa band ho scoperto tutti i gruppi storici del rock, Rolling Stones,Led Zeppelin, Who, Free, ecc..

Vivevo con la musica e nel ’96 avevo all’attivo 130 serate in un anno, era la palestra migliore, mentre nel ’97 registrai con i “Seven Eleven”, un gruppo che mescolava influenze seventies dagli Stones ai Black Crowes, un’esperienza divertente.

In contemporanea all’inizio di attività didattiche che impartivo a chi era interessato allo studio della Batteria, iniziavo a studiare gli Standards Jazz con musicisti che frequentavano la Civica Jazz di Milano, e a suonare Blues con i “Mister Blues & Family”, aprendo i concerti per i più prestigiosi artisti americani di Blues.

L’opportunità di lavorare con questi artisti mi fece trovare sul palco, questa volta proprio con loro.. seguirono collaborazioni con artisti americani come Bill Thomas, ma il concerto più figo fù quello con Mark Hummel dove mi ritrovai a suonare i pezzi di “Heart of Chicago” suonati niente meno che da Willie “Big Eyes” Smith!.. il mitico batterista di Muddy Waters...

Successivamente entrai a far parte degli “Snakedoctors” dove si suona del gran blues & rock 'n roll...e accompagnammo un altro bluesman a stelle e a strisce...Doug Jay...

La voglia di esplorare la musica in tutti i suoi generi è ancora un grande divertimento oltre che una grande soddisfazione, soprattutto se i compagni di avventura sono Lenny, Rocco & Flanny, per gli amici i: rock4fun.



 
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